Secondo l'àyurveda la salute non è solo assenza di malessere e malattia, ma uno stato di continuo benessere e appagamento, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale.
Il concetto di equilibrio comporta non solo il perfetto funzionamento dei nostri sistemi ed organi, della nostra psiche e del nostro spirito, ma anche il rapporto di felice convivenza con tutte le creature: coi nostri familiari, coi nostri amici,col nostro lavoro,col clima e con la cultura in cui viviamo, coi nostri ideali, le nostre abitudini, con la verità, con Dio,ecc.Potremmo continuare all'infinito.Quindi l'àyurveda si occupa di tutti gli aspetti della vita.Essendo una delle grandi scienze madri, ha sviluppato molte branche e si interessa,oltre che del benessere degli uomini, anche del benessere degli altri animali e delle piante.
L'ayurveda rende possibile quello che serve a noi occidentali un po' confusi cioè: distinguere in modo chiaro e preciso i modi di vita sani e felici da quelli malsani e infelici, grazie alla quale è possibile sapere cosa giova e cosa nuoce alla salute e alla felicità, e conoscere la vera natura della vita.
L'àyurveda è una scienza per coloro che anno uno spirito aperto.
Come ogni vera forma di conoscenza essa non ha ne inizio ne fine; quindi nessun opera su di essa sarà mai definitiva.Pur essendo coerente e logica, essa non è vincolata a un particolare dogma, ma ha un carattere dinamico e universale.E' come la vita stessa.E ha il fine di preservare la vita da ogni disarmonia,squilibrio o alterazione.Chi desidera conoscere e praticare l'àyurveda deve essere cosciente del carattere unitario della vità,e recitare ogni mattina la seguente strofa:
Che tutti siano felici
Che tutti siano liberi dal male
Che tutti desiderino il bene altrui
Che nessuno debba soffrire
Questo è il < motivo conduttore> dell'àyurveda, questo è il principio cui si informano coloro che studiano e praticano questa disciplina.
Il concetto di equilibrio comporta non solo il perfetto funzionamento dei nostri sistemi ed organi, della nostra psiche e del nostro spirito, ma anche il rapporto di felice convivenza con tutte le creature: coi nostri familiari, coi nostri amici,col nostro lavoro,col clima e con la cultura in cui viviamo, coi nostri ideali, le nostre abitudini, con la verità, con Dio,ecc.Potremmo continuare all'infinito.Quindi l'àyurveda si occupa di tutti gli aspetti della vita.Essendo una delle grandi scienze madri, ha sviluppato molte branche e si interessa,oltre che del benessere degli uomini, anche del benessere degli altri animali e delle piante.
L'ayurveda rende possibile quello che serve a noi occidentali un po' confusi cioè: distinguere in modo chiaro e preciso i modi di vita sani e felici da quelli malsani e infelici, grazie alla quale è possibile sapere cosa giova e cosa nuoce alla salute e alla felicità, e conoscere la vera natura della vita.
L'àyurveda è una scienza per coloro che anno uno spirito aperto.
Come ogni vera forma di conoscenza essa non ha ne inizio ne fine; quindi nessun opera su di essa sarà mai definitiva.Pur essendo coerente e logica, essa non è vincolata a un particolare dogma, ma ha un carattere dinamico e universale.E' come la vita stessa.E ha il fine di preservare la vita da ogni disarmonia,squilibrio o alterazione.Chi desidera conoscere e praticare l'àyurveda deve essere cosciente del carattere unitario della vità,e recitare ogni mattina la seguente strofa:
Che tutti siano felici
Che tutti siano liberi dal male
Che tutti desiderino il bene altrui
Che nessuno debba soffrire
Questo è il < motivo conduttore> dell'àyurveda, questo è il principio cui si informano coloro che studiano e praticano questa disciplina.
1.L'àyurveda non è patrimonio esclusivo di una sola cultura o di un solo paese,
ma si propone il benessere di tutti
2..L'àyurveda non ha inizio e non ha fine.
3..L'àyurveda non è prerogativa di una sola religione
4..L'àyurveda non appartiene a un solo periodo storico.
L'àyurveda è eterna, perchè:
non ha inizio, tratta fenomeni inerenti alla natura,
le medicine e le diete possono variare,
ma i principi che ne sono alla base sono sempre gli stessi
(Cfr.Caraka Samhità, Sùtra 30:27)
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